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Passato e presente: Caratteri nazionali

Gramsci: Quando si parla di «caratteri nazionali» occorre ben fissare e definire ciò che s’intende dire. Intanto occorre distinguere tra nazionale e «folcloristico».

Quando si parla di «caratteri nazionali» occorre ben fissare e definire ciò che s’intende dire. Intanto occorre distinguere tra nazionale e «folcloristico».

A quali criteri ricorrere per giungere a tale distinzione? Uno (e forse il piú esatto) può esser questo: il folcloristico si avvicina al «provinciale» in tutti i sensi, cioè sia nel senso di «particolaristico», sia nel senso di anacronistico, sia nel senso di proprio a una classe priva di caratteri universali (almeno europei). C’è un folcloristico nella cultura, a cui non si suole badare: per esempio è folcloristico il linguaggio melodrammatico, cosí come è tale il complesso di sentimenti e di «pose» snobistiche ispirate dai romanzi d’appendice.

    Per esempio Carolina Invernizio, che ha creato di Firenze un ambiente romanzesco copiato meccanicamente dai romanzi d’appendice francesi che hanno per ambiente Parigi, ha creato determinate tendenze di folclore. Ciò che è stato detto del rapporto Dumas-Nietzsche a proposito delle origini popolaresche del «superuomo» dà appunto luogo a motivi di folclore. Se Garibaldi rivivesse oggi, con le sue stravaganze esteriori, ecc., sarebbe piú folcloristico che nazionale: perciò oggi a molti la figura di Garibaldi fa sorridere ironicamente, e a torto, perché nel suo tempo Garibaldi, in Italia, non era anacronistico e provinciale, perché tutta l’Italia era anacronistica e provinciale.

Si può dunque dire che un carattere è «nazionale» quando è contemporaneo a un livello mondiale (o europeo) determinato di cultura ed ha raggiunto (s’intende) questo livello. Era nazionale in questo senso Cavour nella politica liberale. De Sanctis nella critica letteraria (e anche Carducci, ma meno del De Sanctis), Mazzini nella politica democratica; avevano caratteri di folclore spiccato Garibaldi, Vittorio Emanuele II, i Borboni di Napoli, la massa dei rivoluzionari popolari ecc.

Nel rapporto Nietzsche-superuomo, D’Annunzio ha caratteri folcloristici spiccati, cosí Gualino nel campo economico-pratico (piú ancora Luca Cortese, che è la caricatura di D’Annunzio e Gualino), cosí Scarfoglio, sebbene meno di D’Annunzio. D’Annunzio tuttavia meno di altri, per la sua cultura superiore e non legata immediatamente alla mentalità del romanzo d’appendice. Molti individualisti-anarchici popolareschi sembrano proprio balzati fuori da romanzi d’appendice.

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